” “Cristiani incarcerati grazie alla legge-bavaglio di Fidel Castro: con lo “scandalo Cuba”, Paese “in cui gli episodi più gravi si sono verificati nel 2003” si è aperta stamani a Roma la presentazione del V “Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo” curato, come di consueto, dall’associazione italiana di “Aiuto alla Chiesa che soffre” (Acs). A parlare è Andrea Morigi, uno dei curatori. In Colombia, ha detto, “prosegue l’offensiva armata delle Farc contro le Chiese cristiane”, ma è positivo “il recente riconoscimento (gennaio 2003) del presidente Usa, George Bush, della ‘libertà religiosa come bene prezioso per la comunità e diritto da proteggere’. I cristiani asiatici continuano ad essere pesantemente vessati in Vietnam, Corea del Nord, Laos e Cina. “Una persecuzione-stillicidio che si esprime in distruzioni di chiese e carcere duro”: così il direttore di Asianews Bernardo Cervellera, ha spiegato la “spasmodica” politica antireligiosa del partito comunista cinese, “consapevole di perdere terreno nei confronti della rinascita religiosa in atto nel Paese”. Prosegue intanto la discriminazione attuata nella maggior parte dei Paesi islamici nei confronti dei non musulmani. In India, ha sottolineato Marco Invernizzi, “è in atto un processo di ‘zafferanizzazione’ (dal colore preferito dagli induisti) della società che impone nelle scuole la cultura fondamentalista indù”. In controtendenza il Qatar e Timor Est, le cui costituzioni tutelano la libertà religiosa. Quanto all’Africa, da 50 anni si registrano in Sudan gravi violazioni della libertà religiosa, mentre in Nigeria l’introduzione della Sharia, esasperando le tensioni tra musulmani e cristiani, ha causato in tre anni oltre 10mila morti. In Europa, ha concluso Invernizzi, “l’eccellente sistema di rapporti Stato-Chiesa introdotto di recente in Ungheria potrebbe costituire un modello anche per altre situazioni”.