” “Anche i giovani cattolici “on line” vogliono dire la loro nel dibattito in corso sull’immigrazione: “Non è accettabile che si continui a speculare su morti senza nome”. Lo affermano in un editoriale sul portale www.korazym.org, che raccoglie l’eredità del sito dei “papaboys” riproponendosi come luogo di dialogo, informazione e scambio per i giovani cattolici “in rete”, anche in preparazione alla Giornata mondiale della gioventù che si svolgerà a Colonia nel 2005. “Fa specie che su certi temi come l’immigrazione – scrive la redazione di Korazym – non si capisca più la differenza tra il pragmatismo e la dimensione del cuore, tra statistiche e persone, tra politica e vita”. L’immigrazione e la clandestinità, continua l’editoriale, “sono due cose diverse; peccato che il ragionamento in passato e forse anche oggi non sia valido per le badanti che assistono i genitori anziani di chi vorrebbe chiudere le frontiere, degli extra comunitari in nero sottopagati nelle aziende del Nord-Est, degli immigrati vittime del caporalato della raccolta dei pomodori. L’immigrazione è anche questa: una bella fetta di forza lavoro a basso costo che in fondo ci fa comodo”. In questi giorni, osserva, “ci si interroga sul perché degli sbarchi; forse sarebbe più utile chiedersi il perché delle partenze”. I giovani chiedono dunque di affrontare il problema “con moderazione, riflessione e disponibilità”: “quando si è di fronte a morti senza nome e a resti umani impigliati nelle reti dei pescatori, o si hanno parole di rispetto e di misericordia, o è senza dubbio più dignitoso il silenzio”.