” “L’allargamento dell’Unione Europea “avvenga in modo rispettoso di tutti, valorizzando le peculiarità storiche e culturali, le identità nazionali e la ricchezza degli apporti che potranno venire dai nuovi membri, oltre che nel dare più matura attuazione ai principi di sussidiarietà”. È l’auspicio di Giovanni Paolo II nell’esortazione apostolica post-sinodale “Ecclesia in Europa”, pubblicata oggi. “L’Unione Europea scrive il Papa continua ad allargarsi. Hanno vocazione per parteciparvi a breve e a lunga scadenza tutti i popoli che ne condividono la stessa eredità fondamentale. Nel processo dell’integrazione del Continente, è di capitale importanza tenere conto che l’unione non avrà consistenza se fosse ridotta alle sole dimensioni geografiche ed economiche, ma deve innanzitutto consistere in una concordia dei valori da esprimere nel diritto e nella vita. Dire ‘Europa’ deve voler dire ‘apertura”. L’Europa, prosegue, “deve farsi parte attiva nel promuovere e realizzare una globalizzazione ‘nella’ solidarietà. A quest’ultima, come sua condizione, va accompagnata una sorta di globalizzazione ‘della’ solidarietà e dei connessi valori di equità, giustizia e libertà”. Ricordando le tragedie dell’ultimo secolo e quelle più recenti, quali le due guerre mondiali e le lotte etniche, il Pontefice sottolinea come “la pace possa essere garantita solo dischiudendo nuove prospettive di scambio, di perdono e di riconciliazione tra le persone, i popoli e le Nazioni”. Da qui l’appello all’Europa, “con tutti i suoi abitanti”, ad “impegnarsi instancabilmente a costruire la pace dentro i suoi confini e nel mondo intero”.