SCUOLA: A.CAMPOLEONI, “L’INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA NON PROMUOVE ‘FINI’ PRIVATI DELLA CHIESA” (2)

” “”Si può discutere – prosegue – sulla buona o cattiva formulazione concordataria, però la definizione cui si è arrivati, nelle intenzioni dello Stato come della Chiesa, è chiara: Irc secondo le finalità della scuola, rivolto a tutti, indipendentemente dalle scelte religiose, marcato culturalmente e in nessun modo rivolto a promuovere fini “privati” di una confessione. Un Irc curricolare contribuisce al curricolo della scuola, offre un contributo che permette il successo del percorso scolastico. Facoltativa è la sua frequenza, vincolata a quella scelta di avvalersene o meno, prevista dallo stesso Concordato”. Dunque “non si può temere lo ‘scherzo’ di una religione imposta allo e dallo Stato”. Più “seria”, invece, è per Campoleoni, la questione dello “studio della e delle religioni per tutti, per superare l’ignoranza in campo religioso tollerata di fatto per quanti non frequentano l’Irc”.
” “Circa la “strategia vaticana di ‘riconquista’ cattolica della società” evocata da Margiotta Broglio, Campoleoni replica che “questa non avviene certo riconoscendo uno statuto non precario agli insegnanti di religione italiani e nemmeno attraverso il riconoscimento (per ora, tra l’altro, non c’è), delle radici cristiane dell’Europa, dato di fatto storico-culturale che, come tale, non dovrebbe offendere nessuno, né confliggere con la nuova immagine multirazziale e multiculturale del Vecchio Continente. La Chiesa è oggi interessata ad una crescita libera della fede e non a mettere bandierine virtuali su presunte vette conquistate attraverso più o meno abili giochi diplomatici”.
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