” “Altra direzione tracciata da Giovanni Paolo II nella sua visita in Croazia è il dialogo ecumenico. “Credo ha proseguito don Zeljko Tanjic, docente di teologia fondamentale presso la facoltà di teologia di Zagabria – che sia sempre più vicino un viaggio in Serbia del Pontefice. La tappa ad Osijek è stata di una importanza notevole. Questa diocesi ha, infatti, ancora oggi parte del suo territorio in Serbia ed è dove si sono combattute le guerre più aspre, come a Vukovar, per esempio. Il richiamo all’ecumenismo è una spinta poderosa del Pontefice ad incentivare un dialogo che già esiste e che la Conferenza episcopale croata porta avanti di concerto con il Patriarcato serbo ortodosso”. Altra priorità segnalata da Giovanni Paolo II nei suoi discorsi è stata quella di “laicato forte ed impegnato nella Chiesa e nella società a testimoniare i valori del Vangelo. Per don Tanjic, “in Croazia ci sono molti che temono l’influsso della Chiesa sulla società ed ogni uscita pubblica dell’episcopato viene vista come ingerenza nella vita politica. L’invito del Papa ad essere presenti nella società è chiaro: testimoniare il Vangelo nel mondo con mezzi evangelici”. In questo contesto assume rilievo “il suo grido a difesa della famiglia e della vita”. “In Croazia ha concluso – si sta discutendo una legge sulla famiglia che mira al riconoscimento delle coppie di fatto ed omosessuali equiparandole a quelle regolarmente istituite. Questo quando ci sono molte giovani famiglie che non hanno alloggio e vivono nell’angoscia della disoccupazione, giunta al 20%”.
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