” “”Come risulta dai dati non ancora ufficiali, una netta maggioranza di quanti sono andati a votare hanno espresso la scelta di aderire all’Unione Europea. Ciò significa per la Polonia una sfida e una opportunità insieme, perché si tratta di avviare un nuovo tipo di relazioni da un lato con l’Europa occidentale alla cui Unione oggi facciamo parte, dall’altro con i paesi europei che non vi sono ancora entrati”: è il commento del vescovo polacco mons. Zbignew Kiernikowski, che regge la diocesi di Siedlce, a proposito dei primi dati ufficiosi che circolavano nella tarda mattinata di oggi. Fonti governative parlavano, infatti (ore 13) di un’affluenza salita a 58,8% di votanti, con il 77,41% dei votanti che hanno scelto il “sì” all’adesione all’Unione Europea. “Per noi pastori della Chiesa polacca prosegue mons. Kiernikowski rimane un problema non trascurabile il fatto che una parte relativamente alta della popolazione abbia scelto di astenersi dal voto. Significa che quattro cittadini su dieci non si sentono adeguatamente rappresentati e coinvolti nelle grandi scelte politiche ed amministrative del Paese”. “Ciò significa anche che qualcosa non funziona nella nostra società, che c’è qualcosa di malato, come una mancanza di fiducia nelle persone scelte per rappresentare gli elettori”. L’adesione alla Ue rappresenta anche una sfida “per quanto riguarda i valori cristiani. Noi credenti sottolinea il vescovo non aspettiamo che le istituzioni statali o internazionali appoggino direttamente i valori cristiani, perché essi debbono difendersi da se stessi. Non dobbiamo farci illusioni e siamo chiamati ad affrontare questa nuova sfida che potrebbe servire a consolidare il cristianesimo”.
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