SICCITÀ: LEMBO (CONTRATTO ACQUA), “SERVE POLITICA DI GESTIONE CONTRO GLI SPRECHI”

” “”Dalla crisi idrica in Italia si potrà capire meglio la dimensione del problema a livello mondiale, la gravità di interessi e conflitti in gioco e il modello di sviluppo necessario”. Sono le parole di Rosario Lembo, segretario generale del Comitato italiano per il Contratto mondiale dell’acqua, in una intervista sul tema della siccità che sarà pubblicata sul prossimo numero del Sir. Lembo fa notare che “già due anni fa avevamo detto che il problema dell’acqua e della siccità non riguardava solo il Sud del mondo. Ora alcuni nodi stanno venendo al pettine”. Lembo denuncia la mancanza, in Italia, di “una politica della gestione dell’acqua che sappia proteggere questa risorsa e accumularla nei periodi in cui c’è n’è tanta, in modo da non trovarsi poi in situazione di crisi quando le vicende climatiche fanno sì che i bacini si svuotino”. Queste “denunce lanciate al mondo politico”, tra cui la proposta di costituire per tempo dei bacini idrografici, ricorda Lembo, sono state sempre trascurate: “Oggi non ci troveremmo così, con una politica differenziata in cui ogni governatore locale deve cercare di risolvere da solo i problemi”. Anche il bombardamento di informazioni per chiedere agli italiani di ridurre gli sprechi d’acqua, a suo avviso “può essere una delle tante proposte di carattere culturale. Ma non basta, ci vogliono grosse campagne di sensibilizzazione, soprattutto nelle scuole, per far cambiare il nostro modo di consumare e di vivere”. Anche se “i problemi maggiori – aggiunge – derivano dall’agricoltura, che consuma nel mondo l’80% dell’acqua (in Italia il 60%) e la restituisce inquinata”. Bisognerebbe quindi “fare una politica di tipo diverso”, “calmierando i prezzi dei prodotti e producendo in migliore quantità e qualità”.
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