IL PAPA: “NON SIAMO ABBANDONATI A NOI STESSI”

” “”Il Signore non è un sovrano distante dalle sue creature, ma è coinvolto nella loro storia, come Colui che propugna la giustizia, schierandosi dalla parte degli ultimi, delle vittime, degli oppressi, degli infelici”. A ribadirlo è stato oggi il Papa, che nella tradizionale udienza generale è tornato su uno dei temi centrali delle catechesi papali sui salmi: la presenza di Dio nella storia degli uomini. “Non siamo abbandonati a noi stessi – ha ammonito Giovanni Paolo II commentando il salmo 145 -, le vicende delle nostre giornate non sono dominate dal caos o dal fato, gli eventi non rappresentano una mera successione di atti privi di senso e meta”. L’uomo, quindi, “si trova di fronte ad una scelta radicale tra due possibilità contrastanti”: cedere alla “tentazione” di “confidare nei potenti”, adottando “i loro criteri ispirati alla malvagità, all’egoismo e all’orgoglio” (per finire poi nella “disperazione”), o all’opposto scegliere “la via della fiducia nel Dio eterno e fedele”, che significa “condividere le scelte” di Dio, “fondarsi sulla solidità incrollabile del Signore, sulla sua eternità, sulla sua potenza infinita”. Di qui l’invito del Papa a praticare lo “spirito delle Beatitudini”, che consiste nel “vivere nell’adesione al volere divino, offrire il pane agli affamati, visitare i prigionieri, sostenere e confortare i malati, difendere e accogliere gli stranieri, dedicarsi ai poveri e ai miseri”, preparandosi così al “giudizio finale, che suggellerà la storia”.