TORINO: “LA CROCE DEI RAGAZZI IN CIELO” I GIOVANI, ANCHE NELLE VACANZE, RIFLETTONO SULLA MORTE

“Il pensiero della morte e soprattutto il mistero della vita eterna è il più grande elemento fondativo della speranza cristiana e soprattutto i giovani d’oggi hanno estremo bisogno di questa riflessione, foriera di vita”. Nelle parole di don Paolo Gariglio, parroco della Diocesi di Torino, impegnato nella pastorale giovanile, il senso della celebrazione che si è svolta sabato 19 luglio alle falde del monte Tabor nell’alta Valle Stretta in territorio francese dove dal 1980 è stata eretta una croce alta 8 metri con 150 mattonelle di bronzo per ricordare altrettanti ragazzi prematuramente scomparsi. A presiedere la messa mons. Renato Boccardo della segreteria di Stato. “Si tratta della croce dei ragazzi in cielo – spiega don Gariglio dal sito della diocesi di Torino (www.diocesi.torino.it) – e vuole essere una ‘lezione’ per la nostra estate. Il tempo delle vacanze è un’occasione per meditare anche sulla vita e la sofferenza”. L’iniziativa è nata dopo la morte, nel giugno del 1980, di un giovane animatore. Da quella data ogni anno, il terzo sabato di luglio, centinaia di giovani e di genitori si raccolgono presso la Croce dei Ragazzi in Cielo per rivivere “la partenza per il cielo dei loro ragazzi”. “È una croce – afferma il sacerdote – nata per sostenere la speranza di altre centinaia di famiglie colpite dalla morte dei loro giovani figli.