“Oggi avvertiamo l’ansia e il desiderio di tanti cristiani di avere una celebrazione comune dell’Eucaristia: sicuramente questo è uno dei segni dei tempi moderni”. Lo ha detto il presidente del Segretariato Attività Ecumeniche (Sae), Elena Milazzo Covini, aprendo, il 27 luglio, i lavori della 40ª sessione di formazione ecumenica, dedicata al tema “Leggere i segni dei tempi. Europa, culture, religioni”. Ha parlato, invece, di profezia padre Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose, ha aperto i lavori della sessione con una relazione sul tema della profezia. “I profeti ha detto p. Bianchi hanno uno stretto legame con la Parola di Dio. Sono dei ‘chiamati’ che diventano, a loro volta, ‘chiamanti’, uomini ‘attraversati’ dalla Parola, che costituiscono il tramite tra Dio e l’uomo. Essi, soprattutto, ‘sanno ascoltare’ Dio, che si manifesta nei modi più diversi, trasformano il Dio invisibile in Dio ascoltabile e sono capaci di leggere il progetto di Dio nel presente, dando annunci sempre in momenti cruciali”.
Durante la celebrazione eucaristica, che ha concluso la giornata di apertura, mons. Giuseppe Chiaretti, presidente della Commissione Cei per l’Ecumenismo e il dialogo, ha detto di capire “l’impazienza ecumenica dinanzi alla fatica ed ai ritardi circa la condivisione eucaristica, ma, come nella ricerca scientifica, bisogna lavorare seriamente per ottenere buoni risultati”. “Il mio auspicio – ha aggiunto mons. Chiaretti – è che si superino presto le difficoltà ministeriali ed ecclesiologiche, che non sono solo dei cattolici ma anche degli ortodossi. Intorno al tema della giustificazione ci vuole uno sforzo per trovare la via maestra della ‘communio ecclesialis'”.