ECUMENISMO (SAE): MANCINI, “L’ESPERIENZA RELIGIOSA OGGI È PER LO PIÙ RIDOTTA AL SILENZIO”

” “”Leggere i segni dei tempi, cercando di comprendere la stagione che stiamo vivendo e il ruolo che vi gioca l’esperienza comunitaria e collettiva della fede religiosa, in particolare il cristianesimo, per un rinnovamento critico dell’identità europea” è stato l’obiettivo della relazione di Roberto Mancini, docente dell’Università di Macerata, con la quale sono stati aperti, stamattina i lavori della 40ª sessione del Sae (Segretariato attività ecumeniche), in corso in questi giorni a Chianciano. Assente Mancini per gravi motivi familiari, il suo intervento è stato letto da Simone Morandini, del Comitato esecutivo del Sae. “Oggi – afferma Mancini – l’esperienza religiosa sembra per lo più semplicemente scavalcata e ridotta al silenzio. Lo stesso cristianesimo rischia di apparire come nient’altro che la religione dell’Impero d’Occidente, mentre l’Europa si divide tra esaltazione della democrazia e dei diritti umani e il mantenimento dei privilegi, l’indifferenza alla vita dei poveri, l’ostilità alle persone immigrate, la violazione degli equilibri del mondo naturale”. Esistono, comunque, per Mancini, dei segnali di risveglio: “Innanzitutto, la cultura della relazione, con la diffusione dell’etica della dignità umana e creaturale. In secondo luogo, il codice del dono, il cui impulso essenziale viene dalla libertà e dall’amore, piuttosto che dal dovere. Infine, l’universalità comunionale della verità”. In tal senso, oggi, in Europa, “sta fiorendo un’antropologia che è promessa di vita, di senso, di felicità, di comunione, di compimento e di resurrezione”.