ECUMENISMO (SAE): RUSCONI, “LE RADICI CRISTIANE SONO DIVENTATE LE RAGIONI LAICHE”

” “”Cosa si può dire di veramente organico dell’Europa politica?”. Con questa domanda ha esordito, stamattina, nel suo intervento alla 40ª sessione del Sae (Segretariato attività ecumeniche), in corso in questi giorni a Chianciano, il politologo Gian Enrico Rusconi, docente presso l’Università di Torino. A Rusconi è stato affidato il compito di tracciare la prospettiva storico-geopolitica nella lettura dei segni dei tempi. “È difficile – ha osservato – definire l’Europa: non è uno Stato, una nazione o un’associazione di Stati, con grandissime differenze interne per quanto riguarda le politiche sociali, la regolamentazione giuridica, la politica dell’immigrazione. La guerra in Iraq, poi, ha spaccato profondamente l’Europa e creato un grande iato con gli Usa”. Malgrado le difficoltà, per Rusconi, “si deve andare avanti perché non ci sono alternative possibili”. Delicata, a giudizio del politologo, anche la questione della richiesta, da parte delle Chiese europee, di menzionare Dio e/o le radici giudaico-cristiane nella Costituzione europea. “La pressione delle Chiese – ha sostenuto Rusconi – per un più ampio ed esplicito riconoscimento della religione in Europa ha due obiettivi: contiene, innanzitutto, l’offerta di una supplenza di etica pubblica in un’Europa presuntivamente povera o debole nei suoi valori fondamentali. In secondo luogo, vuole radicare, con una formula costituzionale solida, la sistemazione giuridica delle Chiese in una fase decisiva della costruzione europea”. (segue)