IMMIGRATI: MIOLI (MIGRANTES), “PREVEDERE LA LORO FORMAZIONE PROFESSIONALE PERCHÉ NON SIANO MANOVALANZA”

” ” “Sorprende, ma non troppo, l’intervento di Andrea Monorchio presidente di Infrastrutture Spa, che in un’intervista al ‘Quotidiano Nazionale’ sulla realizzazione delle grandi infrastrutture nel Paese ha detto tra l’altro: ‘senza immigrati non si potranno neppure aprire i cantieri'”. È quanto dichiara al Sir padre Bruno Mioli, direttore dell’Ufficio per la pastorale dei profughi e degli immigrati della Fondazione Migrantes (Cei). Secondo Mioli, “Monorchio pone davanti a un’alternativa: o qualcuno garantirà la disponibilità di operai o le grandi opere di infrastruttura non partiranno; e siccome questi operai fra gli italiani non sono reperibili, si dovrà ‘reclutarli’ fra gli immigrati. Insomma lo stesso problema del finanziamento delle grandi opere è secondario o almeno subordinato a confronto della reperibilità della manodopera o italiana o, se questa non c’è, straniera”. “Quando gli industriali del Veneto – prosegue padre Mioli – reclamano altre 23.000 unità di manodopera straniera o quando, a raggio nazionale, la Union Camere ne reclama più di 200.000, pongono di fronte allo stesso dilemma: o si apre a nuovi ingressi di lavoratori stranieri o lo sviluppo rimane bloccato. Sarebbe saggio porsi tutti davanti a questa realtà e invitare il Governo a impostare già da quest’anno la programmazione dei nuovi ingressi che corrisponda effettivamente alle esigenze del mercato di lavoro. Altrimenti non si farà altro che allargare la sacca della clandestinità”. Ma, conclude Mioli, “occorre prevedere, in Italia o già al Paese di origine, i necessari corsi di formazione professionale, sia per non avere pura manovalanza, sia per mettere questi lavoratori, che non sono solo forza lavoro, sulla strada di una possibile promozione sociale e professionale”.