“I ribelli stanno avanzando nel centro della città: la gente sta fuggendo mentre colpi di mortaio cadono indiscriminatamente sui civili”. È il racconto rilanciato oggi dall’Agenzia Fides di un medico missionario che opera nell’ospedale San Giovanni di Dio di Monrovia, capitale della Liberia, da settimane al centro di aspri combattimenti tra le forze del Presidente Charles Taylor e i ribelli del Lurd (Liberiani uniti per la riconciliazione e la democrazia). “La situazione – prosegue il medico – peggiora di ora in ora. La gente non sa più dove rifugiarsi, la morte può arrivare dove meno te l’aspetti, come è accaduto ieri con il colpo di mortaio che ha centrato una Chiesa protestante, facendo almeno 7 morti. Vi sono almeno 40mila persone rifugiate nello stadio, molte altre sono rifugiate nelle chiese e negli ospedali. Nel nostro ospedale abbiamo 80 pazienti ricoverati. Siamo sette medici, ma alcuni dei nostri colleghi non sono al momento presenti perché impossibilitati a raggiungere l’ospedale a causa dei combattimenti nelle strade”. A proposito della situazione umanitaria il medico afferma: “la mancanza di cibo è sempre più grave. Anche la mancanza di acqua diventa un problema sempre più grave, così come l’interruzione dell’erogazione dell’energia elettrica”. Sulla situazione della Liberia, ieri è intervenuto il Santo Padre, che dopo la recita dell’Angelus ha detto tra l’altro: “non possiamo che chiedere a tutti quelli che hanno un’arma nelle mani di deporla per ridare spazio al dialogo e all’azione concertata della Comunità internazionale”.