NOTA SETTIMANALE

” ” Pubblichiamo il testo integrale della nota Sir di questa settimana – L’estate è tempo di bilancio e di progettazione. Il fibrillante mondo della politica è alle prese con un calendario di tre anni elettorali, fino alla fine della legislatura. La maggioranza è da tempo in una fase di “verifica”, mentre l’opposizione si sta interrogando sulla sua articolazione possibile, tanto in vista delle elezioni europee, quanto in prospettiva di quelle politiche. Già: le elezioni europee diventano un appuntamento importante per almeno tre motivi. Innanzi tutto per il merito, in quanto l’approvazione del trattato costituzionale rilancia l’assoluta necessità , per sviluppare le condizioni della crescita di una democrazia europea, che si cominci a creare uno spazio di confronto, di discussione, di elaborazione politica, con forze politiche riconoscibili e sviluppate a livello di Unione. Ma più che per questa motivazione strategica alle forze politiche italiane l’appuntamento della prossima primavera interessa per gli altri due motivi: si voterà infatti con il sistema proporzionale e questo permetterà ai partiti di “contarsi” e/o fare prove tecniche di aggregazione.
” “Mentre ferve questa discussione in prospettiva, sullo sfondo restano evidenti i problemi economici e di bilancio, di cui si discuterà ampiamente nel processo di elaborazione della finanziaria 2004, verso un autunno che rischia di essere né caldo né freddo, ma disilluso e preoccupato. Così si riparla di “grande riforma”, con ipotesi di intervento sui “rami alti” della Costituzione, secondo un calendario che si avventura fin verso la fine della legislatura.
” “In questo orizzonte articolato e problematico sono dinanzi al Parlamento alcuni nodi legislativi di grande rilievo, dal conflitto di interessi alla legge sulla comunicazione, temi che tra l’altro, oltre ad avere un indubbio rilievo strategico, chiamano anche direttamente in causa lo stesso presidente del Consiglio. Saranno forse le decisioni sull’assetto della Rai, da sempre cartina di tornasole dei mutevoli e aggrovigliati equilibri politici, uno degli indicatori sintetici dei risultati di questa partita delicata e complessa.
” “Concludendo il grande incontro delle “parabole mediatiche”, meno di un anno fa, Giovanni Paolo II ha detto: “in un sistema di comunicazioni sempre più complesso e ad estensione planetaria, servono anche regole chiare e giuste a garanzia del pluralismo, della libertà, della partecipazione e del rispetto degli utenti”. Sono parole impegnative per tutti, una bussola sicura e nello stesso tempo un criterio chiaro di giudizio da applicare alle decisioni in questi giorni all’ordine del giorno.
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