” “”Dopo l’11 settembre e la guerra in Iraq – ha rilevato mons. Giordano – la religione è di moda, ma la novità è che le Chiese hanno paura del dialogo interculturale e interreligioso, mentre se ne sta appropriando la politica, con il rischio che essa imponga le sue regole ed i suoi criteri”. In tal senso, “le Chiese – ha chiarito mons. Giordano – sono chiamate a riprendere in mano il dialogo, alla luce della propria esperienza e con criteri interni al fatto religioso”.
” “Un’altra questione, in campo culturale, interreligioso ed ecumenico, è quella dell’identità, che porta con sé, secondo mons. Giordano, opportunità e rischi: “Se non siamo coscienti di chi siamo realmente – ha avvertito il segretario del Ccee – non possiamo dialogare, ma, al tempo stesso, l’esigenza di salvaguardare la nostra identità può portarci a nuove chiusure in fortezze autosufficienti”.
” “Il quarto segno dei tempi odierni è, per mons. Giordano, “la domanda di spiritualità”, che è crescente in Europa, legata “alla ricerca del senso della vita e a risposte al dolore e alla morte”. “La spiritualità – ha spiegato il segretario del Ccee – è come una lente di ingrandimento tra noi e il Vangelo, che ingigantisce le parole che lo Spirito Santo indica per il cammino ecumenico. Mi piace concludere, infine, con l’immagine della lampada della bici: solo se pedaliamo, abbiamo la luce per andare avanti. Nell’ecumenismo, è necessaria la pedalata dell’amore e della fede”.