ANNO EUROPEO DEL DISABILE: JEAN VANIER A SIREUROPA, “NON BASTANO BELLE CONFERENZE”

” “”Il pericolo è di rimanere al livello della testa, e tutto il mistero consiste nel mettere la testa nel cuore e il cuore nella testa. Non è sufficiente offrire delle belle conferenze, tanto sapienti da risultare accessibili. Occorre avere un’intelligenza che arriva all’altro. Comunicare significa trasmettere un messaggio”. Jean Vanier, fondatore dell’Arca spiega così al Sir il suo impegno a favore dei disabili mentali. In un’intervista pubblicata sul numero in uscita domani di SirEuropa, Vanier, parlando dell’Anno europeo del disabile ha affermato: Viviamo in una società basata sulla competizione e sull’efficienza. Sarebbe ingenuo credere al cambiamento di mentalità. Quello che bisogna sperare è che emergano comunità sempre più numerose per accogliere le persone fragili”. Vanier si è poi detto “colpito dal crescente numero delle persone affette da qualche malattia mentale, talvolta superficiale, ma che le rende inabili all’esercizio di un mestiere. Si tratta di un problema enorme, perché gli ospedali chiudono, gli psichiatri sono sempre più rari e i luoghi d’accoglienza scarseggiano. Io però incontro spesso persone che mi confidano che vengono accolte regolarmente in una comunità o che incontrano un sacerdote ogni quindici giorni”.
” “Secondo il fondatore dell’Arca, “in molte comunità si comprende che la parola non basta e che deve essere accompagnata da gesti: mimare una parabola evangelica, per esempio”.