ECUMENISMO (SAE): NASO (“CONFRONTI”), “PARLARE DEI SEGNI DEI TEMPI NON È FARE SOCIOLOGIA”

” “”La 40ª sessione del Segretariato attività ecumeniche (Sae) ha confermato l’importanza e la forza del movimento ecumenico. Incontrarsi nella diversità delle tradizioni confessionali si mostra non solo un’opportunità di arricchimento reciproco, ma anche la strada obbligata per qualificare la voce e la presenza cristiana nell’Europa in costruzione”. È questo, a giudizio di Paolo Naso, direttore di “Confronti” e moderatore di questa sessione del Sae insieme a Simone Morandini, uno degli aspetti caratterizzanti dell’incontro che si concluderà domani a Chianciano Terme. “Il secondo elemento di rilievo – continua Naso – è stata la centralità del processo europeo. La nuova Europa non dovrà essere solo quella dei mercati, della finanza e dell’economia, ma un’Europa delle culture e dell’accoglienza. In tal senso le Chiese e, in generale, le comunità di fede possono essere soggetti forti che contribuiscono a dare un’anima all’Unione e renderla effettivamente una società di dialogo, incontro, confronto e convivenza, anche qui nella diversità”. Un altro dato interessante, per il direttore di “Confronti”, è quello relativo ai segni dei tempi: “per un cristiano parlare dei segni dei tempi non è fare sociologia; significa saper discernere dove la mano di Dio è attiva e su ciò costruire la propria testimonianza di predicazione. È un lavoro molto difficile che richiede perspicacia, forza, profezia e coraggio. Anche le Chiese sono chiamate a mettersi sul sentiero difficile della ricerca, del rischio, della scoperta dei territori dei nuovi movimenti, delle nuove speranze e dei nuovi bisogni che si esprimono anche in Europa”. (segue)