” “”Non considerate più i giovani come il futuro dell’ecumenismo, ma il presente”. Quest’appello è stato lanciato da Peter Ciaccio della Federazione giovanile evangelica italiana, durante la tavola rotonda “La cattedra dei giovani: le ragioni della speranza”, svoltasi stamattina durante la 40ª sessione di formazione ecumenica del Sae. “La mia bussola nel cammino ecumenico – ha continuato Ciaccio – è il discorso dell’apostolo Paolo sui deboli nella fede. Ogni volta che mi trovo di fronte a temi controversi, mi metto, allora, in ascolto dell’insegnamento dei miei fratelli che sono più forti nella fede”. Di fronte alla domanda “sei ottimista o pessimista?”, il credente, ha detto Ciaccio, “deve rispondere che ha fede. Ecumenismo e dialogo interreligioso sono la speranza per un mondo più giusto e pacifico, nel quale non ci si può più nascondere dietro una fede per opprimere il diverso di turno”.
” “”La speranza per me – ha sostenuto lo studente di teologia C. Zeno Popescu della Chiesa ortodossa romena di Venezia – è legata alla ricerca incessante dell’incontro con Dio, ma, di certo, l’incontro con il prossimo è un’anticipazione dell’incontro con il Signore. I padri del deserto dei primi secoli, infatti, consideravano l’uomo una scala verso Dio”. “La ricerca disperata di Dio, il timore, la sofferenza – ha concluso lo studente ortodosso – accomunano tutti gli uomini, come gli impegni e gli sforzi di tutti i credenti per vivere un’esistenza piena di senso ed in conformità con il volere di Dio sono pressoché uguali in tutte le fedi”.