È stato tagliato in questi giorni il traguardo dei 40 milioni di copie di “Dio parla ai suoi figli” la piccola raccolta di testi biblici realizzata da “Aiuto alla Chiesa che soffre” (Acs) in 135 lingue e dialetti locali e diffusa in 115 Paesi nel mondo. “Il progetto – spiegano i promotori – ha avuto inizio nel 1979 quando, in occasione dell’Anno internazionale del fanciullo, vennero avviate le pubblicazioni di questa piccola raccolta illustrata di testi biblici dall’Antico e dal Nuovo Testamento, da donare ai bambini del Terzo Mondo. Quello stesso anno, il testo venne donato ai vescovi riuniti a Puebla, in Messico, per la terza Conferenza dei vescovi latino-americani. Accolta dalle diocesi con grande entusiasmo, solo nel 1979 Acs ne diffuse oltre 1 milione di copie in spagnolo, portoghese, inglese e francese. In poco tempo dovettero essere stampate le prime edizioni per l’Europa dell’Est, l’Africa e il Medio Oriente”. In molti casi, fanno notare da Acs, “questa piccola Bibbia è l’unico libro che i bambini possiedono; è anche uno strumento per insegnare a leggere e, grazie alla traduzione nelle lingue locali, allo sviluppo dell’identità linguistica e culturale”. Tra le 135 lingue, l’arabo (490.000 copie), il russo (470.000), il vietnamita (300.000) e il cinese (230.000), il malayalam per l’India (350.000), l’hausa per la Nigeria (265.000) e l’aymara per la Bolivia (150.000). Entro il 2003 è prevista la diffusione di oltre 1.300.000 copie e la realizzazione di nuove traduzioni tra cui il maya per il Messico e il gumuzinga per l’Etiopia.