” “”La proposta di trasformazione della Commissione nazionale parità in Comitato presso il Ministero pari opportunità rappresenta una modifica radicale della sua funzione politico-istituzionale”. È quanto rileva il coordinamento nazionale donne delle Acli, in una nota diffusa oggi, a proposito del decreto legislativo, deliberato ieri dal Consiglio dei ministri, che “trasforma la Commissione nazionale per la parità, istituita con legge del 1990 presso la Presidenza del Consiglio, in Commissione per le pari opportunità, organo consultivo e di proposta sotto l’indirizzo politico-amministrativo del ministro delegato”. Le donne delle Acli esprimono pertanto “forte perplessità quanto al metodo per l’insufficiente dibattito e confronto tra i diversi attori politici e sociali attorno a una materia di così rilevante importanza per la vita delle donne e per la crescita della democrazia nel nostro Paese”. E a proposito del previsto potenziamento numerico della componente associazionistica ritengono “che ciò riconosce l’importanza della società civile e dei suoi soggetti, ma ne può assicurare l’efficacia e l’incidenza reale solo riconoscendone la piena rappresentatività sociale”. Il coordinamento donne delle Acli ribadisce, infine, che “le politiche di pari opportunità debbono affrontare la complessità dei processi sociali attraverso il pluralismo delle prospettive culturali e la trasversalità degli orientamenti strategici per interpretare i bisogni e le risorse dell’universo femminile”.