FECONDAZIONE ARTIFICIALE: MPV, NON AL FAR WEST, SI’ ALLA TUTELA DELL’EMBRIONE (2)

” “Anche secondo l’on. Domenico Di Virgilio, presidente dei medici cattolici, il provvedimento di legge “presenta diverse lacune, specie in riferimento alla morale sessuale della Chiesa che parla di amore tra uomo e donna come via voluta dal Creatore per la generazione della vita. Tuttavia – ha proseguito – è un testo che consente di evitare danni peggiori. Piuttosto, l’applicazione delle tecniche di fecondazione assistita deve essere bene spiegata alle coppie richiedenti, per evitare delusioni e inutili speranze”. Dello stesso argomento si è occupata Luisa Santolini, presidente del Forum delle Associazioni Familiari, che ha spiegato come “permangono limiti invalicabili al successo nella fecondazione artificiale: nel 1991 solo il 14% degli interventi riusciva e a distanza di dieci anni siamo arrivati al 19%, il che ci fa dire che oltre un certo livello non si può andare. Se guardiamo ai risultati di embrioni crioconservati il successo è del 17,6%, mentre si arriva al 31% con quelli impiantati vivi. In ogni caso – ha rilevato – il tasso di abortività spontanea a seguito di queste tecniche risulta molto più alto che nelle gravidanze normali”. Olimpia Tarzia, presidente del Mpv di Roma, ha ricordato la dichiarazione sottoscritta da oltre 300 tra rettori e docenti universitari circa lo statuto scientifico ed etico dell’embrione umana che – si dice nel testo – “sin dallo stadio unicellulare, è un individuo umano”. “Piuttosto – ha proseguito – parliamo di far west, anche riguardo al fatto che le tariffe medie circolanti per gli interventi di fecondazione assistita si aggirano sui 15 mila euro a intervento e, normalmente, per avere successo ci si deve sottoporre a tre o più interventi. Ogni commento è superfluo e ci auguriamo che la legge faccia chiarezza”.