” “”Quest’anno l’anniversario del colpo di Stato militare dovrà essere marcato dal pieno impegno delle autorità cilene per raggiungere verità, giustizia e riconciliazione e per riconoscere e rispettare i diritti delle vittime delle violazioni dei diritti umani e delle loro famiglie”. È quanto dichiarato oggi da Amnesty international alla vigilia del trentesimo anniversario del golpe diretto da Augusto Pinochet (11 settembre 1973), che diede vita a un regime militare che governò il Cile fino al 1990. Due commissioni governative hanno ufficialmente documentato 3197 casi di vittime di “sparizioni”, esecuzioni extragiudiziali e uccisioni a seguito di tortura sotto il regime militare, senza contare i sopravvissuti. “Tredici anni dopo il ritorno del governo civile, molte preoccupanti questioni come l’impunità per gli autori delle gravi violazioni dei diritti umani e la richiesta di piena riparazione per le vittime e le loro famiglie rimangono irrisolte”, ha affermato Amnesty International. Le recenti proposte in tema di diritti umani avanzate dal governo cileno (un mese fa, il presidente Ricardo Lagos ha reso noto il programma del governo in materia), secondo Amnesty rappresentano un passo positivo, ma non mancano gli ostacoli, tra cui il Decreto legge 2191 del 1978, conosciuto come Legge di amnistia, che garantisce l’immunità ai militari implicati. “Questa legge, che ha ostacolato la verità e la giustizia per 25 anni, è incompatibile con gli obblighi assunti dal Cile sulla base del diritto internazionale. Deve essere invalidata e abolita”, questa la richiesta dell’organizzazione, che invita, tra l’altro, a ridurre la giurisdizione dei tribunali militari.