” “”La tendenza alla delega, l’accontentarsi di una politica ridotta a spettacolo, la perdita di passione per temi che non siano quelli che riguardano i propri interessi, la carenza di pratiche quali il confronto rispettoso e il dialogo”. Sono questi, per Paola Bignardi, presidente nazionale dell’Azione cattolica, i “segni” principali della “crisi” della politica, in un Paese come l’Italia in cui “sta cambiando la cultura democratica, messa in crisi da un individualismo esasperato, che rende difficile capire il valore del costruire insieme una società orientata al bene comune”. Nella relazione introduttiva alla prima Assemblea nazionale straordinaria dell’Ac, che si è aperta oggi a Roma (fino al 14 settembre), la presidente ha affermato che per “uscire” dalla crisi politica attuale “non basterà una rinnovata formazione ai valori della democrazia; è necessario che il dibattito politico sia di tono alto; che quanti svolgono un servizio al Paese in politica non ci diano l’illusione di risolvere tutti i problemi per noi, ma sappiano coinvolgere tutti in un nuovo processo di partecipazione democratica, che siano testimoni dei valori più alti della nostra tradizione e di quella tensione civile che anima la Costituzione”. Per quanto riguarda, invece, l’Europa, il processo di allargamento “non mancherà di suscitare tensioni e reazioni localistiche”, perché “le debolezze culturali dell’Occidente” vengono a galla proprio “nel momento in cui ci si accinge a dare maggior concretezza all’ideale di unità”. E’ su questo versante, secondo Bignardi, che “la presenza dei cristiani è chiamata a portare un contributo culturale decisivo”, e Ac si unisce “alla richiesta pressante del Santo Padre perché il riferimento alle radici cristiane dell’Europa venga anche formalmente esplicitato nella Costituzione europea”.