” “Un enorme “buco nero” durato 42 giorni e oggi, ogni volta che si sveglia la mattina per recarsi al suo posto di lavoro dove è impiegata come ragioniera “provo davvero una bella sensazione, te l’assicuro…”. A parlare è Simona, 30 anni, che a distanza di cinque anni dall’incidente stradale che l’ha fatta cadere in coma per 42 giorni (per una precedenza non rispettata dall’altro conducente), racconta oggi il suo “risveglio”, in occasione della presentazione, a Roma, della Giornata nazionale dei risvegli che si celebra il prossimo 7 ottobre, promossa dall’associazione “Gli amici di Luca”. Simona, che vive in un paesino in provincia di Bologna, non ricorda nulla di quel periodo, né di come è avvenuto il suo risveglio. I primi ricordi cominciarono ad affiorare tre anni fa e riguardano solo il periodo di day hospital dopo l’uscita dal coma. E oggi ha ritrovato, oltre al lavoro e ai vecchi amici, anche l’emozione di calcare le scene nello spettacolo teatrale “Sonno muto”, un laboratorio teatrale con giovani in situazioni di post-coma che verrà messo in scena il 7 ottobre al Teatro Duse di Bologna (ore 21), per la regia di Vincenzo Toma. Simona parla ancora lentamente e con fatica, preoccupandosi che l’interlocutore la capisca. Ma i suoi occhi lasciano trapelare l’entusiasmo per la vita che lei stessa descrive: “Non sono mai stata di carattere ombroso racconta ma oggi faccio tutto con una gioia indescrivibile”.
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