UGANDA: L’ARCIVESCOVO DI GULU: “SONO IL PASTORE ANCHE DEI GUERRIGLIERI”

” “”Sono il pastore di tutti: dei militari governativi, della popolazione civile, e anche dei guerriglieri. Se questi vogliono contattarmi lo possono fare tranquillamente, senza paura di incontrare i soldati”. Ad affermarlo oggi all’Agenzia Fides è mons. John Baptist Odama, arcivescovo di Gulu, nel nord Uganda, teatro da 17 anni delle violenze dell’esercito di liberazione del Signore (Lra). L’arcivescovo, in questi giorni a Roma per l’udienza concessa ieri dal Papa ai vescovi ugandesi, racconta gli incontri avuti con alcuni dirigenti della guerriglia: “sono uno dei membri dell’Acholi religious leaders peace initiative, l’associazione per la pace formata dai leader religiosi della regione (cattolici, protestanti, ortodossi, e musulmani). In questa veste, e con il consenso del governo, ho incontrato, Otti Vincent il vicecapo dell’Lra per 6 volte da luglio a settembre dell’anno scorso. Purtroppo nel settembre 2002, il governo mi ha comunicato che la guerriglia voleva uccidermi e mi hanno consigliato di tenere i contatti con loro solo per telefono. Sono i ribelli a contattarmi di tanto in tanto. Parlare per telefono non è la stessa cosa: trattative come queste vanno condotte guardandosi negli occhi. Per telefono è impossibile”. Dei 41 seminaristi rapiti nel maggio di quest’anno, l’arcivescovo dice che “21 sono riusciti a fuggire e sono tornati a casa; 17 sono ancora in mano ai rapitori, e di 3 abbiamo la certezza che sono stati uccisi”. Nella diocesi di Gulu in 17 anni di guerra sono morte 100 mila persona e più di 20 mila bambini sono stati rapiti.