” “”L’Emi (Editrice missionaria italiana), la Fesmi, (Federazione stampa missionaria italiana) e la Misna (Missionary service news agency) non puntano il dito contro nessuno ma dicono a tutti: questo sistema in cui viviamo non ha futuro, non è il sogno di Dio, semplicemente perché non è per tutti, è escludente, emarginante”. Così padre Ottavio Raimondo, direttore dell’Emi, risponde ad un articolo apparso recentemente sull’allegato di un giornale quotidiano nazionale in cui si accusano gli organi di stampa missionaria di mostrare “una completa identificazione con il pensiero no global”. Secondo l’articolista “gli organi di stampa e d’informazione missionari affiancano i no global nel sostenere che il mondo non deve scegliere l’Occidente, il suo modello e il suo stile di vita”. “Più che all’amore per i poveri sembrano dediti all’odio per i ricchi”, sostiene l’articolo. “Il nostro scrive padre Raimondo – è un invito a cambiare rotta per avere futuro. Proprio perché amiamo anche l’Occidente di cui siamo figli gli diciamo: amici pensiamoci su, facciamo una pausa per vedere verso dove stiamo camminando. Noi possiamo anche tacere ma parlerebbero le pietre. Ciò che sta accadendo nel mondo di oggi non è degno dell’uomo e, tanto meno, del cristiano”. “Perché in questo mondo conclude il direttore dell’Emi – tutto è permesso meno mettere in discussione il Cesare con il suo potere e con i suoi miti della pace basata sulle legioni?… Ed in questo la testimonianza dei missionari si è sempre basata sulla non violenza”.
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