MEDIA CATTOLICI: VESCOVI EUROPEI, “INTERNET, STAMPA E RADIO ADATTI PER COMUNICARE IL FATTO RELIGIOSO”

Non solo la tv, ma anche la stampa, internet e la radio sono “mezzi molto adatti per comunicare in Europa i contenuti religiosi, perché basati sulla parola scritta, che facilita la riflessione, e sull’ascolto, tema tipicamente cattolico”. A parlare in questi giorni della presenza dei media ecclesiali nei diversi Paesi europei, sono i vescovi dalla Commissione episcopale europea dei media (Ceem) del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee), riuniti a Roma fino al 21 settembre per l’annuale incontro. Questo organismo è formato dai vescovi europei a capo di 6 diversi gruppi linguistici, che hanno presentato per l’occasione un rapporto sulle rispettive realtà. E mentre nel seminario di ieri si è parlato di televisione, oggi si è riflettuto anche sul valore e la presenza degli altri media. “Vogliamo far funzionare meglio questa rete – spiega mons. Aldo Giordano, segretario del Ccee – anche in relazione ai cambiamenti della società europea e dell’informazione. Oggi non ci sono più grosse diversità, anche le Chiese dell’Est hanno i propri media. Dobbiamo trovare forme nuove di collaborazione e puntare sulla formazione. Anche se la Chiesa non sarà mai una potenza mediatica, è importante avere a disposizione mezzi sobri ma di qualità”. Tra le altre iniziative illustrate, una serie di corsi sulla “comunicazione istituzionale” per migliorare l’immagine pubblica della Chiesa in Spagna e un “Progetto diocesi” in Portogallo destinato alla creazione di organismi pastorali per la comunicazione sociale. In Austria, Belgio, Croazia, Repubblica Ceca, Germania, Ungheria, Lussemburgo, Paesi Bassi, Slovenia, Slovacchia e Svizzera è stato notato però, rispetto ai media ecclesiali, un “calo di interesse da parte dei lettori, soprattutto dei più giovani”.