” “”Una ‘lobby dei giovani’ sul tema della previdenza?”. A questo è dedicato un servizio dell’ultimo numero (in uscita domani) del settimanale della diocesi di Venezia, “Gente Veneta”. “Una nuova lobby – si legge in una nota diffusa oggi dal settimanale – interviene sul tema delle pensioni. È costituita da giovani tra i 30 e i 40 anni, che chiedono di arginare da subito le uscite di 57/65enni dal mondo del lavoro. Hanno capito che saranno loro e i loro figli a pagare il prezzo di vitalizi sproporzionati rispetto ai contributi versati. Se riforma ci deve essere, dicono, sia immediata, per non approfondire un buco che altri, poi, dovranno colmare”. Nelle parole di Fabio Poles, giovane direttore commerciale di Mestre, da un anno direttore della Scuola diocesana di Formazione all’impegno sociale e politico, il tratto comune della “lobby dei giovani”: “in persone della nostra età si ingenera un sentimento di frustrazione, visto che non sai cosa succederà quando finirai di lavorare; misto a rancore per chi è già in pensione, perché sai che sono dei privilegiati, nella situazione attuale. Nella dottrina sociale della Chiesa uno dei pilastri è l’opzione preferenziale per i poveri. Da un lato non è detto che questi ‘poveri’ siano già nati: possono essere i nostri futuri figli, i loro figli…; dall’altro, se sono già nati, non è detto che abbiano voce: forse noi ce la caveremo un po’, ma loro non avranno niente… Occorre fermare subito le uscite dal mondo del lavoro. Il buco della previdenza è un peso che dobbiamo portare tutti”.