DROGA: DON E.SMACCHIA (FICT), “PIÙ PREVENZIONE ED EDUCAZIONE, MENO REPRESSIONE”

” “”In qualche modo condividiamo lo spirito della proposta, siamo contrari anche noi all’uso di droghe, ma non ci troviamo d’accordo con gli strumenti e modi di intervento previsti dal ddl, che, a parer nostro, puntano più alla repressione che alla prevenzione e all’educazione”. E’ in sintesi il commento di don Egidio Smacchia, presidente della Fict, Federazione italiana comunità terapeutiche, alla proposta di legge contro la droga, annunciata ieri dal vice premier Gianfranco Fini nel corso della Quinta Conferenza mondiale sulla droga in corso a Roma. In particolare, secondo il piano del Governo, sarà punibile non solo l’abuso e lo spaccio ma anche il consumo di droga. Tra gli altri provvedimenti anche l’eliminazione di ogni distinzione tra droghe pesanti e leggere, l’introduzione della misura sostitutiva del lavoro di pubblica utilità ed un maggiore utilizzo delle comunità al posto del carcere. “E’ necessario – ha dichiarato al Sir don Smacchia, in un’intervista pubblicata sul numero di domani – destinare risorse, e non parlo solo di soldi, a chi ha compiti educativi, la famiglia, la scuola, lo sport, le comunità… A volte ho l’impressione che stiamo rincorrendo le sostanze senza mettere al centro la persona”. Per il presidente della Fict più che l’abolizione della distinzione tra droghe pesanti e leggere è importante parlare di dipendenza: “ci sono droghe sintetiche pericolosissime che distruggono la mente e il fisico dei nostri giovani. Senza dimenticare dipendenze da droghe non chimiche, di cui il ddl non parla, come il gioco d’azzardo e Internet”.