BLACK-OUT: NOTA SETTIMANALE

” “Pubblichiamo la nota Sir di questa settimana – Le inchieste seguiranno il loro corso e ci diranno quali sono le cause del balck-out italiano, che segue di poche settimane un altro clamoroso fenomeno americano. Al di là del dato tecnico-politico, che pure conta, perché siano chiare le diverse responsabilità, qualche insegnamento forse si può immediatamente appuntare.
” “Non si tratta di riflettere solo sulla fragilità delle società tecnologicamente avanzate, o riaprire il conflitto sempre più evidente e potenzialmente dirompente tra le ragioni dell’ambiente e quelle della produzione energetica, tra le energie tradizionali e quelle nuove o alternative.
” “Ma una riflessione collettiva profonda e impegnativa è necessaria. E il punto di partenza potrebbe essere considerare le grandi reti, le grandi infrastrutture che connettono questa nostra società complessa, insieme all’ambiente, una sorta di beni comuni della cittadinanza. A questo proposto si scontano probabilmente due convergenti impasses della nostra vicenda sociale e politica recente ed attuale. Da un lato la crisi per disgregazione e consunzione del vecchio intervento pubblico con le sue degenerazioni clientelari, dall’altro una vicenda di “privatizzazioni” che non è stata accompagnata da una contemporanea crescita dello status e del potere delle “autorità” che dovrebbero essere garanti appunto dell’interesse collettivo. Queste impasses hanno portato alla impossibilità di varare un grande piano di investimenti, che non sia finalizzato semplicemente a tamponare emergenze o a produrre guadagni a breve a qualche gruppo economico.
” “Indietro non si torna, anche se tanti quantomeno domenica mattina hanno apprezzato la quiete domestica ed urbana senza elettricità. Siamo tuttavia di fronte alla necessità di pensare in modo coerente ed organico un grande piano di investimenti, che per essere realmente produttivi devono essere finalizzati appunto a produrre infrastrutture che siano “beni comuni” della cittadinanza.
” “Questo significa per molti versi quadrare il cerchio: i costi infatti sono chiari, non solo in volume di investimenti, ma anche e soprattutto in rapporto alla necessità di tutelare quei beni sempre più importati che sono la salute e le risorse ambientali.
” “Ma è il momento di fare finalmente questi discorsi: questo significa, in particolare per le forze politiche ed economiche, avere il coraggio dell’investimento a lungo termine e contemporaneamente della “concertazione” tra tutti gli attori in campo, senza veti aprioristici, ma anche senza furbizie né scorciatoie.
” “In gioco c’è la qualità della vita di questo XXI secolo, ma anche la nostra sicurezza e la nostra capacità di sviluppo.
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