” “”Una misura molto opportuna, quasi un atto dovuto, dopo la legge 62/2000”. E’ il giudizio di Giuseppe Dalla Torre, rettore della Lumsa, al decreto emanato dal governo che stanzia i fondi per il contributo alle famiglie con figli iscritti ai cicli dell’obbligo nelle scuole paritarie. In un’intervista pubblicata sul Sir di oggi, il giurista osserva: “Finalmente si comincia a realizzare concretamente l’istanza costituzionale della parità, che senza gli interventi peraltro previsti dalle disposizioni legislative di carattere economico, rimarrebbe zoppa, incompleta”. Il provvedimento governativo “non rappresenta un punto di arrivo ottimale, ma un significativo passo avanti”: la nuova misura, precisa infatti l’esperto di diritto costituzionale, “va inquadrata nell’ottica del diritto allo studio, che mette in sostanza tutti i cittadini condizioni di poter esercitare, paritariamente, il diritto – costituzionalmente garantito – di accesso alle scuole”. Sì, dunque, alla linea degli “aiuti alle famiglie” che scelgono di iscrivere i propri figli a scuole pubbliche non statali, anche se il traguardo auspicabile secondo Dalla Torre sarebbe quello di “un finanziamento diretto delle istituzioni scolastiche”. Un obiettivo, conclude però il rettore della Lumsa, “difficile da ottenere nella congiuntura attuale, caratterizzata da limiti di bilancio non solo in Italia, ma anche in altri Paesi europei, a causa di un’economia stagnante e delle ‘griglie’ forti poste dall’Unione europea in vista del traguardo della moneta unica”. Un provvedimento che, “per la prima volta, si rivolge pienamente alle famiglie a cui viene così restituita la piena titolarità della scelta educativa”: è il parere del Forum delle associazioni familiari, che in una nota diffusa ieri afferma che il decreto è “solo un primo passo che dovrà essere in seguito ampliato e perfezionato”.
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