” “Motivazioni per lo più “sociali” e legate al nostro stile di vita sono, secondo la pedagogista Sira Serenella Macchietti, alla base di uno dei punti più controversi della riforma della scuola dell’infanzia approvata nello scorso mese di marzo. La legge 53/2003 prevede, infatti, l’anticipo dell’ingresso nella scuola materna dei piccoli di due anni e mezzo. Macchietti, docente di pedagogia generale all’Università di Siena, esprime in un’intervista che sarà pubblicata sul Sir di domani 5 settembre alcune riserve su tale scelta, “pedagogicamente non legittimata, probabilmente legata a quell’ansia di ‘guadagnare tempo’ che fa ormai parte della nostra cultura e del nostro stile di vita” e dettata dalla “scarsità di servizi educativi per i piccolissimi, cioè di asili nido”. E’ sostanzialmente positivo, invece, il giudizio nei confronti dell’impianto generale della riforma che “dimostra attenzione alla centralità del bambino e valorizza la famiglia attraverso la corresponsabilità dei genitori nel progetto formativo”. La pedagogista aprirà domani 5 settembre i lavori del convegno promosso nella capitale dalla Fism-Roma (Federazione italiana scuole materne-Provincia di Roma) con le Università di Siena, Lecce e Roma Tre su “Scuola del bambino e riforma”. Favorevole all’autonomia prevista nella riforma, Macchietti mette però in guardia dai “rischi di una parcellizzazione didattica” e invita “a partire sempre da un solido quadro curriculare di riferimento”. Ribadita infine dalla pedagogista l’importanza di non caricare i bambini di “eccessive attese rispetto alle loro capacità cognitive”, ma di favorirne la “crescita armonica sul piano dell’essere, del sentire, del pensare e dell’agire”.
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