” “Un’associazione “più esposta di altre ai lontani”, che “è nata e continua a svilupparsi con il metodo democratico”. E’ la definizione dell’Azione Cattolica Italiana così come è stata “fotografata” oggi da Luca Diotallevi, nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’assemblea straordinaria di Ac, che si svolgerà a Roma dal 12 al 14 settembre. “Il metodo democratico ha proseguito il relatore è una discreta rarità nel panorama delle formazioni sociali, e in Ac consente di tenere insieme elementi di forte vicinanza alla gerarchia e di grande esercizio di libertà, nel senso pienamente ‘laico’ del termine”. Al di là dell’ “adesione formale” all’associazione e del numero delle tessere, ha detto Diotallevi tracciando una sorta di “ritratto” dell’Azione Cattolica così come appare oggi nel panorama del nostro Paease, l’Ac in Italia “coinvolge un adulto su quattro, cioè circa un milione e mezzo di persone”: la parte più consistente, ha rilevato il sociologo, di quel 10% di italiani adulti (con più di 18 anni) che “fanno esperienza di associazionismo religioso”. Tutto ciò fa di Ac, ha sottolineato Diotallevi, “una delle più grandi esperienze di associazionismo volontario in Italia, e la più grande nel campo dell’associazionismo religioso” Quanto alla collocazione di Ac nel panorama religioso italiano, Diotallevi l’ha qualificata come “un prodotto tipicamente post-conciliare”, che “scelta religiosa”, “territorialità” e “vicinanza alla parrocchia” rendono “la parte più esposta al contatto con i lontani”, in controtendenza rispetto a quel “processo di diversificazione e frantumazione dell’esperienza religiosa che danno luogo oggi ad una sorta di ‘cattolicesimo in franchising’, ridotto ad un’etichetta sotto cui si celano contenuti diversissimi”.
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