11 SETTEMBRE: IL PAPA, CON LE TORRI SONO “CROLLATE MOLTE SPERANZE DI PACE”

” “”Assieme alle Torri, sembrano esser crollate anche molte speranze di pace”. E’ la lettura dell’11 settembre offerta dal Papa, alla vigilia del secondo anniversario dei tragici attentati alle Torri gemelle di New York e al Pentagono di Washington. In un messaggio inviato ieri al card. Roger Etchegaray in apertura del XVII incontro internazionale di preghiera perla apce, in corso ad Aachen (Germania) per iniziativa della Comunità di Sant’Egidio, Giovanni Paolo II si è infatti riferito alle “decine di guerre ancora in atto” e a quella “guerra diffusa” rappresentata dal terrorismo:” Guerre e conflitti –ha detto il Pontefice – continuano a prosperare e ad avvelenare la vita di tanti popoli, soprattutto dei Paesi più poveri dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina”. La causa: lo “sviluppo egli interessi particolari”; le “ingenti ricchezze” profuse per spese militari, lo “sviluppo di passioni egocentriche per i propri confini, per la propria etnia e per la propria nazione”, fino ad arrivare ad un uso distorto della religione, anch’essa “piegata alla violenza”. Ripercorrendo idealmente gli anni che vanno dal primo incontro dei leader delle religioni mondiali per la pace, voluto da Giovanni Paolo II ad Assisi, fino all’11 settembre, il Papa ha ricordato che diciassette anni fa “il mondo era ancora diviso in due blocchi ed oppresso dalla paura della guerra nucleare”, mentre “impellente era il bisogno dei popoli di riprendere a sognare un futuro di pace e di prosperità per tutti”, già centrale nella “Pacem in terris” di Giovanni XXIII. Ma il “sogno” di Assisi, è la denuncia di Giovannni Paolo II, “non è stato raccolto”, perché “troppo poco in questi anni si è investito per difendere la pace e per sostenere il sogno di un mondo libero dalle guerre”. “Non si facilita il processo di pace – ha ammonito il Papa – se si lasciano prosperare, con colpevole incoscienza, ingiustizie e disparità nel nostro pianeta. Spesso i Paesi poveri sono divenuti luoghi di disperazione e fucina di violenza. Noi non vogliamo accettare che la guerra domini la vita del mondo e dei popoli”.
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