” “Costruire una nuova società “a partire dall’accoglienza dei più deboli, aiutando le forze politiche, sociali ed economiche del territorio a rendersi conto di tale valore anche per una nuova politica”. Così scrive don Franco Monterubbianesi, fondatore della Comunità di Capodarco di Fermo (che opera con i disabili da oltre 35 anni), in una lettera indirizzata al Pontefice, in risposta al suo messaggio inviato l’8 gennaio ai partecipanti al Simposio internazionale su “Dignità e diritti della persona con handicap mentale” che si è svolto in Vaticano. Don Monterubbianesi ringrazia Giovanni Paolo II per le sue parole ed esorta a “fare della società una vera comunità accogliente, trasfigurandola così nell’amore possibile. Oggi necessario per la crisi dei valori”. Nella sede romana della Comunità da più di 30 anni si accolgono persone con handicap mentale, ricorda don Monterubbianesi: “Abbiamo inserito come veri lavoratori più di 500 disabili intellettivi nelle varie aziende pubbliche e private. Ora siamo nella fase di dover pensare al futuro integrale della persona con handicap mentale, unendoci alle loro famiglie, che vivono la preoccupazione del dopo di loro”. Per questo il fondatore di Capodarco auspica la creazione di tante strutture attraverso una Fondazione apposita, chiamandole le “strutture del prima”, ossia “prima che i genitori non ci siano più”: “Strutture per il lavoro, per la vita di relazione, per le realizzazioni affettive, affinché l’integrazione sociale sia al meglio”. Don Monterubbianesi conclude rinnovando al Papa l’impegno in questo ambito per “portare avanti ancora meglio il senso della nostra esperienza e di lavorare sino in fondo con le persone con handicap mentale, con le loro famiglie, con gli operatori che formeremo a tali compiti e con la società a cui trasmetteremo la forza rivoluzionaria del messaggio che ci hai dato”.