MALATI TERMINALI: UNIVERSITÀ CATTOLICA, “CONSENSO INFORMATO” E “TERAPIA DEL DOLORE”

I malati terminali sono spesso vittime di una “congiura del silenzio” che li costringe “a recitare fino all’ultimo la commedia di una ancora possibile guarigione” e nega loro “la possibilità di esprimere le proprie paure e le proprie ansie, determinando una povertà di comunicazione anche con i propri congiunti in un momento così importante”. E’ quanto sostiene Massimo Petrini, teologo e docente di teologia pastorale al “Camillianum”, nel volume “La cura alla fine della vita”, che verrà presentato domani, a Roma (ore 17, Sala del Cenacolo) nel corso di un incontro-dibattito su “Morte e morire oggi”, organizzato dal Centro di promozione e sviluppo dell’assistenza geriatrica dell’Università Cattolica del Sacro Cuoredi Roma. Stando ad una recente inchiesta condotta su oltre 2.800 pazienti, un migliaio dei quali in cure palliative, la percentuale di chi voleva “la verità ad ogni costo” non si scostava tra i malati più gravi (85%) e quelli che avevano speranza di guarigione, informa la Cattolica, che ripropone la necessità del “consenso informato” per i morenti e la possibiltà di un’adeguata “terapia del dolore”. “Anche i malati più gravi hanno bisogno di sapere come stanno le cose, per organizzare al meglio il tempo che resta”, sostiene Petrini, secondo il quale con il “muro del silenzio” la paura “congela tutto, e anche per l’operatore pastorale e lo psicologo l’intervento è difficile”.Tra i partecipanti all’incontro di domani, moderato dal vaticanista Luigi Accattoli, Pierugo Carbonin, Jesus Castellano Cervera.