” “”L’approvazione della legge sul riassetto del sistema radiotelevisivo, che il presidente della Repubblica ha ritenuto di dover rinviare alle Camere illustrando e precisando accuratamente i motivi della sua decisione, può rappresentare una fonte di difficoltà nella vita politica e nei rapporti istituzionali”. Lo ha detto il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, aprendo oggi il Consiglio permanente dei vescovi italiani, in corso a Roma fino al 22 gennaio. “Il decreto-legge del governo ha aggiunto subito dopo il cardinale che recepisce in buona parte le indicazioni presidenziali, potrebbe però aprire la strada, se prevarranno sui diversi fronti l’equilibrio e il senso della misura, a una nuova formulazione della legge, sicuramente conforme alle esigenze costituzionali e in grado di valorizzare gli spazi che si aprono con lo sviluppo delle tecniche di comunicazione, per un miglioramento complessivo dell’offerta televisiva”. A questo proposito, Runi ha citato il 50° anniversario dell’inizio delle trasmissioni televisive in Italia, come simbolo dell'”incidenza che hanno avuto nelle trasformazioni della cultura, della mentalità e dei comportamenti” del nel nostro Paese, “rendendolo assai più omogeneo e più informato, ma anche contribuendo ad erodere valori portanti e non sostituibili”. Di quila necessità di “ricuperare nel contesto di oggi quelle funzioni autenticamente culturali che la comunicazione televisiva è in grado di avere e che non possono essere disgiunte da una precisa ed effettiva sensibilità ai valori morali”. Va in questa direzione, ha reso noto Ruini, il “Direttorio sulle comunicazioni sociali” che i vescovi esamineranno in questa sessione del Consiglio permanente.