” ” Film, reality show, varietà, pubblicità: non c’è genere televisivo proposto al pubblico italiano che rinunci a esagerazioni di ogni tipo, volgarità, violenza. Lo rileva nel suo primo rapporto annuale il Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione Tv e minori. E sono proprio i ragazzi e i giovani i primi a pagare il prezzo più alto della concorrenza e della “caccia all’audience”. Insediato il 28 gennaio 2003 dal ministro delle Comunicazioni, il Comitato è composto in parti uguali da esponenti delle istituzioni, delle televisioni e degli utenti ed è presieduto da Emilio Rossi. Partendo da 355 segnalazioni provenienti da singoli teleutenti, da famiglie o da associazioni e istituzioni, 90 sono stati i procedimenti avviati. “Di essi – si legge nella relazione per il 2003 presentata oggi -, 26 si sono conclusi accertando 29 violazioni del Codice di autoregolamentazione, 24 hanno generato raccomandazioni di varia portata rivolte a tutte le emittenti o ad alcune di esse”. Il Comitato lavora in stretta collaborazione con l’Authority per le telecomunicazioni, cui la legge fornisce effettivi poteri sanzionatori, mentre il ministero sembra intenzionato a procedere alla revisione delle concessioni dei contributi statali a emittenti che mandano in onda programmi contro la normativa vigente. Tra i programmi che hanno richiesto interventi del Comitato, film, telefilm e tv movies sono al primo posto. Molti problemi ha creato la proliferazione dei reality show: in questo caso il Comitato ha richiamato “la responsabile attenzione delle emittenti sui rischi che questo genere comporta: confusione ingannevole tra realtà e finzione, voyeurismo sistematico, banalizzazione dei sentimenti”. (segue)