PARROCCHIE, SCUOLA, POVERTÀ (CONVEGNO COP): LE SUORE CON “L’EQUILIBRIO DEL FUNAMBOLO”

“E’ prima di tutto apertura del cuore, disponibilità all’incontro libero; le persone sono le più varie, dall’adolescente che chiede aiuto per un’interrogazione, alla mamma che non sa come riaprire il dialogo con la figlia, alla persona sola che chiede un po’ di compagnia, al povero che chiede sostegno”: è un’esperienza di accoglienza a 360 gradi quella vissuta in parrocchia da suor Giovanna Della Luna. “Muoversi con l’equilibrio di un funambolo” nella “comunicazione con famiglie, alunni e colleghi” è quanto il ruolo di docente di religione richiede invece a suor Zappata, mentre suor Berton racconta l’esperienza della conduzione di una parrocchia: “Viviamo una vita apostolica agile, inserita fra la gente… non svolgiamo solo mansioni pastorali, ma cerchiamo di incarnare il significato profondo del ‘condividere'”. Testimonianze emerse durante il VI Simposio teologico-pastorale tenutosi nei giorni scorsi ad Anagni dal Cop (Centro di orientamento pastorale) e dall’Istituto teologico Leoniano in collaborazione con l’Usmi (Unione superiore maggiori d’Italia). Tema dell’incontro, “Religiose, dono e risorsa della vita pastorale”. Nella ridefinizione della parrocchia “anche la vita religiosa” deve fare “la sua parte”, ha affermato il vicepresidente Cop, Domenico Sigalini. Una “presenza necessaria”, quella delle suore (80.656 in Italia), per la “testimonianza di preghiera, carità ed evangelizzazione” che possono offrire in una “prospettiva missionaria” di “attenzione alle domande vere della gente”.