RIFORMA DEL WELFARE: CNCA, “È POSSIBILE UN TAVOLO DELLE TRATTATIVE SENZA IL TERZO SETTORE?”

“È possibile trattare i temi dei servizi sociali, della sanità, della scuola, della lotta alla povertà senza il coinvolgimento, nel tavolo, del terzo settore e delle autonomie locali?”. È quanto si chiede il Coordinamento nazionale comunità di accoglienza (Cnca) a proposito dell’intenzione del Governo di aprire un tavolo nazionale non solo sulla previdenza, ma sul riassetto dell’intero sistema delle politiche sociali nel nostro Paese, escludendo proprio il terzo settore e le autonomie locali. In una “lettera aperta sul dialogo sociale” diffusa oggi dal Cnca, il presidente dell’organizzazione, Lucio Babolin sottolinea che “al tavolo delle trattative dovrebbero sedere tutti i soggetti che hanno rappresentanza collettiva di bisogni e interessi. Ritenere che solo le organizzazioni imprenditoriali e sindacali possano e debbano essere e sentirsi legittimate a farsi carico degli interessi generali dei cittadini italiani non è rispettoso di patti e accordi che il governo italiano aveva stipulato con le organizzazioni del cosiddetto terzo settore, della società civile organizzata, del non profit, che possono legittimamente pretendere che a quel tavolo vi sia anche la loro rappresentanza”. Per il Cnca “a quel tavolo manca anche un’altra componente strategica: il sistema delle autonomie locali. Regioni, province, enti locali sono oggi i principali erogatori di servizi alla persona, i principali e, spesso, unici artefici della vivibilità delle città. E se ne fanno carico con gravosi impegni economici, che si chiede siano resi possibili grazie al concorso alla spesa da parte dei cittadini attraverso il sistema della tassazione e della fiscalità decentrata”.