” “”Ridurre una discussione così delicata” come quella dell’obbligo del velo islamico ad un progetto di legge, non è stato “una decisione molto prudente. E’ comprensibile dare delle direttive ai funzionari che lavorano nei servizi pubblici, ma procedere con una legge ha significato mettersi automaticamente in un’impasse”. Così padre Hans Vöcking, co-moderatore del comitato “Islam in Europa” promosso dal Ccee e dalla Kek, commenta al Sir le manifestazioni di piazza a Parigi, Berlino e Bruzelles contro la legge francese che vieta, tra l’altro, l’uso del velo islamico nelle scuole. A Parigi hanno manifestato in 20 mila, ma ha precisato il rettore della moschea di Parigi Dalil Boubakeur la protesta non ha espresso l’opinione “dell’enorme e silenziosa maggioranza dei musulmani”. Padre Vöcking che è un grande conoscitore del mondo islamico ricorda che da alcuni anni è in atto tra i musulmani un dibattito circa l’obbligo del velo per le donne dietro il quale “si nasconde un cambiamento nello statuto della donna all’interno della società musulmana”. Secondo Vöcking, ridurre questa discussione ad un progetto di legge non è stato prudente. “Credo piuttosto che sarebbe stato più proficuo lasciare la libertà a ciascuno dei responsabili scolastici decidere cosa fare in merito”. Ma “se la Francia ha aggiunto – ha ritenuto necessario formulare una legge”, “sicuramente dietro si nasconde un fallimento nel sistema di integrazione. Ma bisogna anche riconoscere che questa mancata integrazione è spesso voluta da quei musulmani che preferiscono il settarismo al dialogo”.