” “”Uno sgombero pericoloso, incomprensibile, non motivato né da ragioni di ordine pubblico né di decoro urbano, o politica sociale”. Così la Comunità di Sant’Egidio definisce il nuovo sgombero del campo nomadi di via dell’imbarco a Roma (sotto il ponte dell’autostrada Roma Fiumicino, in un punto isolato di campagna), iniziato questa mattina, sotto i fiocchi di neve e tuttora in corso. Nel campo trovavano alloggio circa 100 nuclei familiari, con almeno 400 persone di cui almeno la metà bambini. Più della metà delle persone erano regolarmente censite in un precedente insediamento e le autorità comunali avevano da tempo promesso una soluzione. Altri sono richiedenti asilo politico la cui domanda è ancora pendente davanti alla Commissione centrale. In una nota, la Comunità di Sant’Egidio esprime “indignazione per lo sgombero fatto nel giorno in cui a Roma inizia a nevicare. L’insediamento esisteva da tempo e non si capisce la necessità di fare uno sgombro non concordato e senza alcuna proposta di soluzione. È un provvedimento di ordine pubblico che non prevede contestualmente alcun intervento sociale a favore di una popolazione che è già tra le più fragili dell’intera città e per questo non compatibile con il livello di civiltà di una città come Roma”. Da qui la richiesta della Comunità “a tutti i responsabili del provvedimento in questione, di fermare quanti altri interventi del genere fossero previsti in futuro, di aprire un tavolo per le politiche sociali a Roma che prevenga ulteriori interventi persecutori a danno di fasce già deboli della popolazione; e di assumersi la responsabilità immediata per soluzioni alternative”.