” “C’è un altro sterminio da ricordare nel “Giorno della memoria” dell’Olocausto che si celebra oggi: oltre 500.000 zingari morti nei campi di concentramento, ma di cui nessuno si ricorda. “Perché non istituire allora, nella Chiesa, una Giornata di preghiera e memoria per ricordare questo massacro e da qui far partire una riflessione che aiuti la comunità cristiana a superare i pregiudizi nei confronti dei Rom?” E’ la proposta di don Piero Gabella, direttore dell’ufficio per la pastorale dei Rom e dei Sinti della Fondazione Migrantes, interpellato dal Sir sui particolari di questo sterminio dimenticato, denunciato anche dall’ultimo numero della rivista di Pax Christi “Mosaico di pace”. In un articolo firmato da Patrizia Pellini si ricorda infatti che mentre la stella gialla a cinque punte era il marchio degli ebrei, “pochi sanno che un triangolo nero con il vertice capovolto, a volte affiancato dalla lettera z (lettera che stava per zigeuner, ‘zingari’) era il marchio dello Zigeurnerlager, il campo degli zingari. Marchi che per i nazisti rappresentavano l’identificazione di ‘razze’ pericolose, minacce alla suprema ‘razza’ ariana”. Don Gabella ricorda infatti l’episodio dello “storico incontro di Papa Paolo VI con la comunità Rom di Pomezia, durante il quale una anziana zingara gli mostrò il marchio con il numero tatuato sul braccio”. Ma finora, ammette don Gabella, “nessuno si è mai degnato di fare memoria di questo genocidio, gli zingari sono serviti solo come testimoni durante i processi di Norimberga. Anche perché oggi la situazione sta peggiorando e stanno aumentando i pregiudizi nei loro confronti”. Per questo, “istituire una giornata apposita a livello ecclesiale conclude potrebbe essere di grande aiuto”.