BAMBINO “VENDUTO” PER 5000 EURO: MICUCCI (ANFAA), “COMPRARE NON È AMARE”

” “”Comprare non è amare”, e l’adozione viene “completamente stravolta”, quando ha luogo una sorta di “mercato dei bambini” in cui essi diventano soltanto “l’oggetto del desiderio degli adulti”. Commenta così Donata Nova Micucci, presidente dell’Anfaa (Associazione nazionale famiglie adottive e affidatarie), il caso del bambino nato a Vibo Valentia, dichiarato all’anagrafe dal presunto padre (che ora vive con la moglie in altra località del Reggino) come figlio illegittimo e poi risultato essere figlio naturale di una donna ucraina. Il padre presunto, sua moglie e la madre naturale del bimbo, che sembra sia stato “acquistato” per 5 mila euro, sono ora accusati di “alterazione dello stato civile”, un reato che il codice penale punisce con la reclusione da tre a dieci anni. “Quando in Italia un padre riconosce un figlio illegittimo, il caso va per legge automaticamente segnalato al Tribunale per i minori”, ricorda la presidente dell’Anfaa, che punta il dito sul “mancato controllo che ha permesso all’illegalità di rimanere coperta”, ma anche su quella sorta di “connivenza” che si instaura tra la coppia di genitori “adottivi” e le persone a loro vicine. Casi come quello di Vibo, secondo l’Anfaa, dimostrano “quanto poco siano ancora oggi tutelati i diritti dei bambini”, il primo dei quali è quello di “restare nella loro famiglia e nel loro Paese d’origine, per essere dati in affidamento o in adozione solo nel caso di stato di privazione o di abbandono”. Di qui la necessità di “stigmatizzare situazioni-limite” come quelle citate, che “minano” di fatto l’istituto dell’adozione e “propagandano come gesto d’amore la capacità, da parte del più forte, di impossessarsi del più debole”.