” ” Il genocidio “rimane una minaccia costante in alcune regioni del mondo”, e oggi occorre “più coraggio” nel potenziare gli “strumenti legali e giuridici” per contrastare e “prevenire” tragedie come l’Olocausto o il genocidio del 1994 in Rwanda. Lo ha detto mons. Celestino Migliore, capo delle delegazione della Santa Sede a Stoccolma, dove è in corso il IV Forum internazionale sulla prevenzione del genocidio. “Migliorare gli strumenti legali esistenti; rafforzare il ruolo delle organizzazioni internazionali, regionali e sub-regionali”, impegnarsi per “educazione e vigilanza”. Queste le richieste della Santa Sede alla comunità internazionale contro una piaga, come il genocidio, che “si propone la distruzione di una nazione o di un gruppo”, e “richiede un progetto coordinato e una strategia a lungo termine” per essere contrastato efficacemente. L’Onu, ha sottolineato Migliore invocando “il ruolo delle organizzazioni internazionali”, rimane “l’istanza centrale” per qualsiasi strategia “globale”, e chiede l’impegno dei Paesi sviluppati nell’applicare i trattati internazionali e nell’offrire “assistenza giuridica e tecnica” ai Paesi in via di sviluppo. Il genocidio, ha concluso il capo della delegazione vaticana, è “latente” anche nei luoghi in cui “l’eliminazione dell’altro è considerata una ‘soluzione rapida’ per porre fine alle rivalità e risolvere i conflitti”, o dove la “purificazione della memoria” è “ostacolata dalla paura del confronto con la realtà storica”.