” “”Il riconoscimento canonico della idoneità è vissuto dagli insegnanti di religione non come un limite della propria libertà, ma come un titolo che li certifica in quella stessa libertà didattica: la libertà di saper veicolare con le necessarie mediazioni didattiche i principi perenni del cattolicesimo e la tradizione cristiana”. È quanto affermano, in una nota diffusa oggi, i direttori degli Uffici scuola diocesani del Triveneto a proposito del bando di concorso a ruolo per gli insegnanti di religione. A giorni si prevede la pubblicazione del concorso riservato agli insegnanti con anzianità di servizio continuativo di almeno 4 anni, dotati dei titoli di studio richiesti per legge e della idoneità riconosciuta dal proprio vescovo. Concorreranno probabilmente 16/17mila insegnanti in tutta Italia, di cui 1300 circa nel Veneto. Le cattedre a concorso sono il 70% di quelle operanti nelle scuole statali nell’anno scolastico 2002/03. I direttori del Triveneto si dicono “fondamentalmente soddisfatti; riconoscono in positivo i vantaggi della nuova normativa: la condizione decisamente più qualificata in cui viene a trovarsi questa categoria di docenti nella scuola, in quanto di diritto dotati di stabilità nel posto di lavoro e in quanto riconosciuti come docenti di ruolo non in virtù di una ‘sanatoria’ ma in seguito a un regolare concorso”. Per i direttori, infine, “è positivo il fatto che rimanga quel 30% di cattedre libere, in riferimento alle lievitazioni della popolazione scolastica e alla presenza di insegnanti non disponibili per la cattedra a pieno orario”.