Parte della prolusione di mons. Grab si sofferma sulle questioni etiche (e soprattutto bioetiche) che richiamano il punto di vista cattolico. Il presidente del Ccee definisce “curioso, e in un certo modo anche un conforto” il fatto che “la gente, anche quando non ha un accordo totale sulle questioni etiche, vuole sempre conoscere la posizione della Chiesa cattolica in materia”. Su questi temi, però, spesso i cattolici non sono “compresi” e allora aggiunge mons. Grab “dobbiamo cercare di farci capire meglio, ma dobbiamo ribadire il fatto che la Chiesa è una delle poche istituzioni che ha una posizione chiara sulla vita morale e sul valore della vita”. D’altronde ricorda Grab anche il papa ha chiesto alla Chiesa di “non chiudersi” e di “non avere paura davanti alla realtà dominante”, ma per fare ciò, essa “deve sviluppare uno stile di comunicazione che permette un vero dialogo, nel quale la verità non si nasconde ma risplende davanti a tutti”. E’ la sfida ancora tutta da compiere dell’inculturazione del Vangelo, che “non significa spiega Grab abbandonare il cuore del vangelo”, quanto essere “segno del desiderio di condividere con i nostri contemporanei ciò che il Vangelo ha di estremamente originale da donare alla nostra cultura”. Il presidente dei vescovi europei ha concluso la sua prolusione chiarendo che “parlare di evangelizzazione della cultura non vuol dire imperialismo cattolico o proselitismo”. Per i cattolici, ha aggiunto, “sarebbe un’omissione grave il non andare nelle piazze e nelle istituzioni”.