” “”Il debito non schiacci il debitore, l’accesso all’acqua va garantito a tutti, i beni primari non devono mancare a nessuno, lo sviluppo deve essere sostenibile, solo la pace è garanzia per lo sviluppo, l’economia è lo strumento per rimuovere le disuguaglianze”. E ancora: “La conoscenza e la cultura sono essenziali per consentire a tutti di capire e di ‘prendere parte’; i bambini di tutto il mondo hanno diritto di giocare; va riaffermato un ‘no’ deciso alla pena di morte e alla tortura”. È una vera e propria “agenda politica” quella dettata dal cardinale Dionigi Tettamanzi nel suo intervento alla Settimana Sociale dei cattolici italiani, conclusasi ieri a Bologna. L’arcivescovo di Milano, dopo aver ribadito che “non c’è democrazia senza politica, e una politica di qualità”, ha richiamato i credenti all’impegno nelle realtà secolari: “La fede cristiana non è estranea né separata, tanto meno contrapposta, alle problematiche sociali e politiche. Nello specifico non può essere estranea o indifferente alla questione della democrazia, considerata soprattutto nelle sue basi e nelle sue esigenze propriamente antropologiche”. Nel riproporre una “fede incarnata nella storia”, Tettamanzi ha quindi ricordato che la politica deve basarsi sulla “centralità dell’uomo” e deve realizzare una “democrazia partecipativa”, basata “su tre valori fondamentali: la solidarietà, la sussidiarietà e la legalità”. (segue)