In Colombia, tra il 1999 e il 2003, oltre 15.000 persone sono state sequestrate, e tra queste 4.100 sono morte. “La metà dei sequestrati nel mondo sono in Colombia. Ma come appare sui mass media non tutti i morti e i sequestrati hanno lo stesso peso”. A parlare è il noto negoziatore di ostaggi mons. Hector Fabio Henao, direttore nazionale di Caritas Colombia, intervenuto oggi a Roma al lancio della Campagna internazionale “La pace è possibile in Colombia”, promossa da Caritas internationalis. “Siamo molto preoccupati perché la comunità internazionale ha perso il senso della gravità di alcuni conflitti dice al Sir mons. Fabio Hanao -, che vengono dimenticati pur essendo cruciali. La soluzione di queste guerre sarebbe un contributo alla pace nel mondo intero (non solo nell’area latino-americana), visto che oramai viviamo in una situazione di interdipendenza”. “Non dico che il conflitto in Iraq non sia importante precisa -, perché coinvolge più ampiamente la comunità internazionale e ci sono dietro molti interessi, ma è necessario richiamare l’attenzione del mondo anche su altre situazioni altrettanto drammatiche”. L’intervento della Chiesa in Colombia si attua attraverso la Commissione episcopale per la pace e il clero locale autorizzato, che facilita le trattative e gli accordi umanitari tra forze armate e governo locale, regionale e nazionale. In alcune occasioni hanno negoziato con successo il rilascio di ostaggi. “Coloro che vivono nelle situazioni di guerra afferma mons. Fabio Hanao paradossalmente capiscono meglio il valore della pace e continuano a credere che la pace sia possibile attraverso il dialogo e la giustizia. In Colombia non c’è solo la violenza, ma un grande movimento della società civile che lavora per la pace. Anche noi come Chiesa continueremo ad operare per rafforzare la costruzione della pace dalla base e per favorire la riconciliazione e il perdono”.